07 feb 2012

E-books???

In questi giorni ho avuto modo di confrontarmi spesso con vari colleghi, autori di romanzi e poesie, scrittori dunque, di ogni genere di narrativa. Tra molti di loro è vivo l'interesse riguardo le versioni digitali di qualsiasi pubblicazione, i cosiddetti: e-books, scaricabili come file sul proprio personal computer o su kindle: comodo lettore portatile che con una connessione wireless in 60 secondi permette di scaricare e contenere fino a 1400 libri. Ma, guarda caso, in inglese "kindle" vuol dire: dare fuoco...figuriamoci! In qualità di autrice, sento il dovere di esprimermi in proposito e, poiché questo è il mio blog personale, quale luogo migliore per comunicare a tutti la mia opinione riguardo a questo tema così di moda e ricorrente soprattutto sul web? Ebbene, io sono assolutamente contraria a questo tipo di pubblicazione digitale, semplicemente perché amo troppo il profumo della carta stampata, e la sensazione che provo nello sfogliare i miei libri, pagina dopo pagina, vederli lì sul mio comodino, uno sopra l'altro sopra un tavolo o riposti nelle mie librerie, è molto più appagante di un “gelido” e-book. In questo blog ho anche inserito, tra i primi posts, uno in particolare, dove definisco il libro come “vero e proprio corpo”. C'è chi, tra le motivazioni psicologiche del leggere, ha scritto tempo fa che “ l'atto del leggere fa del libro un oggetto incorporabile( un sostituto) del seno materno”. Pertanto il libro non è soltanto un testo, ma un simbolo effettivo che favorisce lo svilupparsi di processi di fusione,di identificazione., di introiezione e proiezione. Perdonatemi, ma non riesco proprio ad appassionarmi ad un e-book, che posso ritenere anche comodo per certi versi, ma comunque mi lascia normalmente insensibile, senza alcuna emozione. Entrare in una libreria ha sempre un fascino particolare per ogni buon lettore. Sono personalmente cresciuta in una casa dove da sempre esistono libri, libri e ancora libri. La mia famiglia possiede una quantità infinita di testi, di ogni argomento. Dopo la scomparsa di mio padre, è stato un grande onore per noi donare una parte di questi libri ad una delle più storiche biblioteche delle Marche: la Biblioteca Romolo Spezioli di Fermo. Sono certa che mio padre, vero bibliofilo, avrebbe apprezzato moltissimo il nostro gesto. Chi ama leggere, state pur certi, entra in una libreria per acquistare un libro o più di uno; nel caso poi, voglia scegliersi un libro direttamente dalla poltrona di casa, può comunque utilizzare il suo pc, ma per acquistare un vero libro di carta, che potrà presto girare e rigirare tra le sue mani,deliziando il suo sguardo, assaporandone l'immagine, il titolo e il contenuto e avventurarsi tra le sue righe, viaggiando con la mente e con il cuore. O fate parte forse, di quella infinità di persone che possiede libri soltanto come oggetto ornamentale della casa e non ha quindi nessun interesse per la lettura...?

2 commenti:

  1. daccordissimo con te Susanna, io ho montagne di libri mi vengono fuori dalle orecchie, e la sensazione che provo quando prendo in mano un libro è impagabile, accarezzo la copertina lo rigiro, osservo i colori la forma delle lettere in copertina, continuo a sfiorare la copertina per sentire..poi lo apro piano e mi immergo in quel mondo nuovo...è fantastico..faccio così veramente e quando ho finito di leggerlo lo lascio aperto per qualche giorno per metabolizzare che è finita quella storia...e-book no...

    RispondiElimina
  2. E brava, Donatella! Hai colto il vero significato di un libro "cartaceo". Allora, ti auguro una buona lettura. Leggere per crescere, quindi. Grazie e buona giornata.

    Susy

    RispondiElimina