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17 feb 2014

Ian McEwan: Sesso e perversione - Lorenzo Spurio

Lorenzo Spurio e la sua critica letteraria alle opere dello scrittore inglese Ian McEwan, soprannominato spesso e a torto: Ian Macabre. Un più accurato sguardo alla narrativa del noto scrittore, tra i suoi personaggi e devianze sessuali.


Ian McEwan: Sesso e perversione di Lorenzo Spurio pubblicato nel 2013 con Photocity Edizioni è un saggio particolarmente interessante, esamina e approfondisce contenuti di sessualità e perversione nella produzione letteraria dello scrittore britannico Ian McEwan. Un tema impervio, quanto altri mai, che il critico letterario Lorenzo Spurio affronta con rigore di saggista, ammorbidito da quell’equilibrata e analitica pacatezza, una caratteristica che contraddistingue tutti i suoi molteplici saggi. Spurio aveva già discusso tale tematica nella sua tesi di laurea magistrale nel 2011 e la decisione di proseguirla ed ampliarla in questa sua opera è una chiara testimonianza, non solo della sua passione per la narrativa inglese ma, in special modo, della sua estrema sensibilizzazione verso qualunque genere letterario possa riguardare un disagio umano e psichico. Lo stesso Lorenzo Spurio nel capitolo di  Ian McEwan: Sesso e perversione scrive: “ Mi sono spesso domandato se il sesso e la letteratura siano due universi troppo distanti e che non si dovrebbero mescolare”, ecco dunque lo scopo essenziale della sua indagine, che si esplica nel rilevare con acuta perspicacia profili psicologici e motivazioni profonde connessi alla predilezione di personaggi, con svariate devianze sessuali, nella narrativa dello scrittore britannico; McEwan da sempre, proprio per questa sua preferenza di temi è stato forse ingiustamente inserito in un panorama letterario “scomodo” e poco si è colto nei suoi scritti, il significato primario di un messaggio psicologico. In questo suo saggio Lorenzo Spurio studia un ciclo descrittivo di rilevanti aspetti umani del comportamento sessuale richiamando brani dei vari romanzi dello scrittore inglese, sebbene la sua critica miri maggiormente alla validità di definizione di devianza sessuale sia nella nostra società che per altri individui in altre società, piuttosto che alla valutazione fine a se stessa delle opere di Ian McEwan da un punto di vista morale ed etico; il saggio valuta pertanto l’accostamento psico-sociale alla devianza sessuale, la cui conoscenza è considerata di valore fondamentale: “ Quello che il lettore dovrebbe fare è analizzare il clima in cui l’autore inserisce certi episodi e approfondire l’analisi del passato dei protagonisti. In questo modo il lettore si renderà consapevole che, così come nella storia che ha letto è difficile separare la normalità dalla devianza, altrettanto lo è nella realtà, di cui il romanzo non è altro che uno specchio”.
Leggendo l’opera di Lorenzo Spurio mi sono resa conto di quanto il suo studio di vari testi abbiano avuto come risultato una differente interpretazione della narrativa di Ian McEwan, intesa quale scoperta di un preciso e preordinato intento del romanziere britannico di esporre, attraverso ogni suo personaggio e una sorta di giocosità nella scrittura, aspetti culturali, sociologici ed etici che interrogano sulla stessa natura delle relazioni e dei sentimenti, spesso estremi, nati in contesti esasperati e di quanto questi fenomeni siano connessi l’un l’altro. Posso dunque tranquillamente ritenere questo saggio un’opera letteraria di spesso valore culturale, utile per sondare metafore ed immagini nella letteratura che in senso più vasto appartengono alla psicologia analitica dello stesso Ian McEwan.
Il lettore dispone ora di un ampio quadro dei costumi sessuali dell’umanità, che la letteratura in genere non può rinnegare. Lorenzo Spurio con la sua chiarezza espositiva e l’originalità che lo distingue ci regala con il suo testo, una dimostrazione in più per comprendere meglio la vera finalità del critico il quale, sempre dovrebbe indagare oltre le apparenze di argomenti e personaggi di ogni testo letterario. In questo caso Lorenzo Spurio rende accessibile ogni romanzo di Ian McEwan anche ai profani della sua narrativa, restituendo dignità e valore ad uno scrittore finora demonizzato da qualunque critica letteraria.


Susanna Polimanti

Cupra Marittima 17.02.2014